Esecuzione forzata in Italia
di Marco Sposini
L’esecuzione civile e commerciale
Il danno non patrimoniale per l’esecutato da irragionevole durata del processo esecutivo
29 Marzo 2026
La Corte di Cassazione, con ordinanza n. 6295/26, pubblicata in data 17 marzo 2026, ha confermato il principio, secondo cui la presunzione di danno non patrimoniale da irragionevole durata del processo esecutivo non opera per l’esecutato, poiché egli dall’esito del processo riceve un danno giusto, a causa del proprio inadempimento.
Ne consegue che, ai fini dell’equa riparazione da durata irragionevole, l’esecutato ha l’onere di provare uno specifico interesse alla celerità dell’espropriazione, dimostrando che l’attivo pignorato o pignorabile fosse sin dall’origine tale da consentire il pagamento delle spese esecutive e da soddisfare tutti i creditori e che spese ed accessori sono lievitati a causa dei tempi processuali in maniera da azzerare o ridurre l’ipotizzabile residuo attivo o la restante garanzia generica, altrimenti capiente.
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