Esecuzione forzata in Italia
di Marco Sposini
L’esecuzione civile e commerciale
La natura dell’opposizione all’esecuzione, il thema decidendum del giudizio ed i limiti oggettivi e soggettivi del giudicato
23 Dicembre 2025
La Corte di Cassazione, con sentenza n. 33233/25, pubblicata in data 19 dicembre 2025, ha formulato il seguente principio di diritto:
“Il principio della natura eterodeterminata dell’opposizione all’esecuzione di cui all’art. 615 c.p.c. comporta che il suo oggetto sia circoscritto alle ragioni di contestazione del diritto di procedere ad esecuzione forzata svolte con l’atto introduttivo (e, per le opposizioni di cui al capoverso di quella norma, con il ricorso introduttivo della fase sommaria) e ciò determina, altresì, i confini del thema decidendum del relativo giudizio, nonché i limiti oggettivi e soggettivi del conseguente giudicato; peraltro, con riferimento alle specifiche condizioni dell’azione esecutiva contestate dall’opponente, ovvero alle specifiche vicende, di natura sostanziale o processuale, dedotte dall’opponente come idonee a produrre un effetto estintivo, impeditivo o modificativo sul credito portato dal titolo esecutivo, il giudicato si estende a tutte le questioni (di fatto e di diritto) che, in relazione a quelle condizioni dell’azione o a quelle vicende del credito, sarebbero state deducibili, nel rispetto delle preclusioni assertive e istruttorie; ne consegue che – con riguardo ad esse – è inammissibile, in un successivo giudizio, la deduzione di circostanze di fatto non allegate, o non ritualmente allegate o provate, così come di questioni giuridiche non prese in esame, per qualsiasi ragione, nel precedente giudizio”.
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